Energia geotermica
L'energia geotermica è l'energia generata dallo sfruttamento del calore della terra, questa fa parte della famiglia delle energie rinnovabili, che oltre ad essa annovera nelle sue fila l'idroelettrico, l'eolico, il solare (termico e fotovoltaico), le biomasse e l'energia marina. In realtà l'energia geotermica è una fonte considerata un po' al confine, in quanto, per definizione si intende fonte rinnovabile una fonte non esauribile nella scala dei tempi dell'umanità e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future, mentre lo sfruttamento intensivo di un sito geotermico può provocare nell'intorno del pozzo una riduzione del potenziale termico del sito stesso.
A parte questa breve precisazione l'energia geotermica è considerata conveniente, affidabile, sostenibile ed ecologica. Quando si parla di applicazioni dell'energia geotermica, si può fare riferimento a due applicazioni principali: la generazione elettrica e il riscaldamento. Nel primo caso la sorgente di calore deve essere grande cioè in grado di azionare le turbine necessarie per la produzione di energia elettrica, nel secondo caso (si parla a tal proposito di geotermia a bassa entalpia) si sfrutta il terreno come un serbatoio di scambio di calore per raffreddare d'estate e riscaldare d'inverno. La geotermia per la produzione di energia elettrica si è andata sviluppando dove era più facile trovare anomalie nel terreno che permettessero di trovare grossi bacini di calore a profondità relativamente limitate (3000-5000 metri). Questi luoghi si trovano essenzialmente ai confini delle placche tettoniche.
La storia della geotermia nasce in Italia (almeno per quanto riguarda la generazione elettrica) e precisamente in Toscana nella zona di Larderello in provincia di Pisa, dove fino all'800 le manifestazioni geotermiche tramite i soffioni boraciferi erano naturali, e avevano contribuito a fargli avere il nome di valle del diavolo. In seguito a causa dello sfruttamento delle risorse geotermiche, prima per l'estrazione del boro per l'industria farmaceutica dell'epoca e dai primi del ‘900 grazie al Principe Piero Ginori-Conti per la generazione di energia elettrica, le emissioni naturali si sono praticamente estinte e la valle del diavolo è diventata un'incantevole valle verde.
L'energia elettrica prodotta a livello mondiale da fonte geotermica secondo le stime della International Geothermal Association (IGA) dovrebbe essere intorno ai 67 TWh nel 2010, provenienti da centrali geotermiche distribuite nel mondo per complessivi 10715 MW installati. In Italia tutta l'attività geotermica per la produzione di energia elettrica è in mano a Enel Green Power e la maggior parte delle centrali si trova nella zona Larderello-Travale-Radicondoli e in minor quantità sul monte Amiata. Questa zona ha comunque raggiunto una sorta di saturazione con poche ulteriori prospettive di sviluppo, mentre è in fase di partenza un progetto che intende sfruttare la zona dei Campi Flegrei alle pendici del Vesuvio.
La geotermia per quanto limitata come sfruttamento è una risorsa strategica per la gestione della rete, alla pari dell'energia idroelettrica. Infatti, con lo sviluppo delle energie rinnovabili come fotovoltaico e soprattutto eolico si possono ottenere relativamente grandi quantità di energia caratterizzate però da una forte intermittenza e imprevedibilità. Questa intermittenza fa sì che la rete elettrica deve essere in grado di compensare carenze delle altre fonti (si parla in questo caso di smart grid), ovviamente per il momento questa compensazione è minima in quanto l'apporto da eolico e solare è ridotto e comunque viene fatto tramite le tradizionali centrali a carbone, gas e petrolio. In una prospettiva però di grosso contributo delle fonti rinnovabili il geotermico diventa fondamentale con la sua capacità di produrre energia 24 ore su 24.