Il geotermico in Italia

Geotermia in Italia

A livello Italiano, negli ultimi anni, l'energia elettrica prodotta da fonte geotermica è stata intorno ai 5 TWh, tramite gli 843 MW di impianti installati. Le installazioni si trovano tutte in Toscana divise in due aree geotermiche: quella di Larderello-Travale/Radicondoli e quella del Monte Amiata. Un altro tentativo era stato fatto a cavallo del 2000 nella zona di Latera nel Lazio, ma a causa di problemi ambientali e tecnici, la centrale di 40 MW installata è stata dismessa e lo sviluppo del geotermico nella zona ha avuto un brusco stop.


Larderello e Travale/Radicondoli fanno parte dello stesso grande bacino geotermico, caratterizzato da una temperatura di 300-350°C e pressioni fino a 7 MPa ovunque. Per la zona di Larderello si parla di quasi 200 pozzi, allacciati a 21 centrali per complessivi 602,5 MW di potenza installata. Per l'area di Travale-Radicondoli i pozzi sono molto meno (una ventina) ma di grande potenza, infatti alimentano 6 centali per complessivi 154 MW di potenza installata. L'area del Monte Amiata include due campi geotermici ad acqua dominate: Piancastagnaio e Bagnore. Attualmente ci sono 5 unità con 88 MW di potenza installata: una a Bagnore e quattro a Piancastagnaio.

Uno dei problemi del geotermico (che oltretutto contribuisce a rendere la sua definizione di energia rinnovabile un po' al limite) è il fatto che i pozzi tendono ad esaurirsi in 10-20 anni. Questo problema è stato affrontato fin dalla fine degli anni '70 tramite sperimentazioni nella centrale di Valle Secolo. Il problema è stato parzialmente risolto, aumentando notevolmente la vita dei pozzi, tramite la reiniezione dei vapori di condensa. Questa pratica ha portato non solo vantaggi in termini di mantenimento nel tempo dei valori di pressione e di portata ma ha anche contribuito a ridurre le emissioni gassose come è accaduto a Larderello, migliorando la risorsa geotermica dal punto di vista energetico e riducendone il potenziale inquinante.
Per la zona di Larderello con i Comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Radicondoli l'esperienza geotermica è stata ed è vissuta con grande entusiasmo, infatti quasi tutta l'economia della zona gira intorno alle attività legate alla geotermia. Al contrario nell'area del Monte Amiata, seri problemi di accettabilità da parte delle comunità locali hanno bloccato ulteriori sviluppi.
L'ultima novità in campo di geotermia riguarda la possibile nascita di un nuovo polo di produzione presso la zona dei Campi Flegrei nella zona del Vesuvio, a Nord-Ovest di Napoli, noto ai romani come l'ingresso dell'Ade. In breve, il Campi Flegrei Deep Drilling Project, un ambizioso progetto di ricerca portato avanti dal Dipartimento di Napoli dell'Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con diverse istituzioni e Università in Italia e all'estero, prevede di fare perforazioni per il monitoraggio e lo studio dell'attività vulcanica ma nello stesso tempo sfruttare le enormi potenzialità geotermica dovute al fatto che si possono trovare temperature elevatissime già a bassissime profondità.

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